mercoledì 25 aprile 2018

PER IL GOVERNATORE VISCO LE BANCHE ITALIANE STANNO BENISSIMO. CONTENTO LUI

"Sentir parlare il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco di banche o di istituti di credito – come fatto in occasione del trentennale della facoltà di Economia di Tor Vergata – evoca suggestioni a metà strada tra la proverbiale madre degli scarrafoni che immancabilmente trova belli i suoi figli e l’oste che incensa i meriti dei suoi vini, anche di quelli che sono rimasti a decantare così tanto da diventare 'deteriorati'", spiega Massimo Famularo sul blog del Fatto Quotidiano 


"Con le doverose eccezione di Stefano Cingolani su Linkiesta - continua Famularo -  e di poche altre voci in rete, nessun commentatore sembra battere ciglio di fronte a una narrazione basata su una vigilanza che tutto sommato ha sempre fatto il suo dovere, su istituti di credito che hanno dovuto affrontare ben due terrificanti recessioni e clienti che solo a causa della congiuntura avversa hanno finito per non onorare i propri debiti (mica perché qualcuno aveva preso male le misure in sede di erogazione o qualcun altro s’è distratto il giorno che è andato in visita ispettiva)".

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AVVOCATO SERAFINO DI LORETO 
Quali sono i rischi legati al fatto che le banche e gli istituti di credito sono obbligati, anche dalle regole europee, a garantire le coperture dei crediti deteriorati? Una delle azioni principali, che viene messa in campo da mesi ma di cui si parla poco, è la vendita dei npl a fondi di investimento, anche internazionali, a una frazione del loro valore. 

Questo consente agli istituti di credito di rientrare di parte dei crediti, ma espone le persone a rischi enormi, dato che non sanno a chi è stato ceduto il loro credito, e come questo fondo intenderà ottenere i soldi. Uno dei rischi è che le persone, che finora avevano negoziato con le banche, ora ricorrano agli usurai per restituire il credito. 

SU “QUOTIDIANO EUROPEO” L’INTERVISTA ALL’AVVOCATO SERAFINO DI LORETO 

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sabato 17 marzo 2018

USURA IN BANCA: INDAGATI DIRIGENTE E SETTE FUNZIONARI

Offrivano prestiti con tassi superiori a quelli legali ai titolari di una società di Gallipoli. Finiscono così sotto inchiesta sette funzionari di banca e la dirigente di un finanziaria con l’accusa di usura. I due imprenditori contrassero un mutuo ipotecario per 183mila euro per dieci anni. Al tasso di mora del 7,5 per cento. Quello legale indicato dall’inchiesta era del 6,36 per cento.



Il pubblico ministero Valeria Farina Valaori ha chiuso il fascicolo d’indagine. I rapporti bancari e finanziari riguardano le filiali di Parabita, Gallipoli ed Aradeo. I fatti risalgono a diversi anni fa: dal 2004 fino al 2015 così come accertato dai finanzieri di polizia giudiziaria distaccata in Procura diretti dal tenente colonnello Francesco Mazzotta.

Rischiano il processo: A.R., 60 anni, di Racale, nel ruolo di responsabile della filiale della banca di Parabita; A.C., 54 anni, di Gallipoli; L.T., 49 anni di Lecce, per la banca di Gallipoli.Poi ancora: F.B., 61 anni, di Brindisi; R.M., 66, di Gallipoli; G.C., 42, di Taranto ed M.D., 63 anni, di Leverano. Tutti per la filiale della banca di Aradeo. Infine L.O., per la finanziaria di Milano. 

Secondo le indagini a Parabita, i due imprenditori gallipolini contrassero un mutuo ipotecario per 183mila euro per dieci anni. Al tasso di mora del 7,5 per cento. Quello legale indicato dall’inchiesta era del 6,36 per cento. Il che, in termini concreti significò che il debito residuo calcolato il 13 marzo del 2015 era di 95mila e 664 euro e non di 113mila e 305 euro.

Commenta la notizia l'avv. Serafino Di Loreto, che ha fondato alcuni anni fa SDL Centrostudi proprio per venire in soccorso ed aiutare le vittime di illeciti bancari: 
“Oltre a contrastare giornalmente nei tribunali gli abusi di banche e finanziarie, siamo gli unici, attualmente, nel nostro Paese – spiega l’avvocato Serafino Di Loreto, Fondatore e Amministratore della nota azienda italiana, nonché Presidente Osservatorio Europeo per l’Educazione Finanziaria – a divulgare e promuovere costantemente anche i molteplici vantaggi della Legge 3/2012 cosiddetta ‘salva suicidi’, assistendo il soggetto in difficoltà in tutte le fasi del percorso di risanamento delle proprie pendenze”, spiega il noto legale, fra l’altro anche Magnifico Prorettore Vicario dell’Università Popolare degli Studi di Milano.
"Disponiamo - ci spiega - di una task-force uniforme e costantemente aggiornata sotto il profilo giuridico ed economico di oltre 700 tra legali, commercialisti, esperti fiscali, gestori patrimoniali, periti e consulenti in grado di fornire capillarmente assistenza in modo virtuoso, multidisciplinare e sinergico, sull’intero territorio nazionale, che grazie a circa 12.000 tra agenti, procacciatori e segnalatori targati SDL offriamo risposte concrete ai casi di contenzioso ingiusto tra i più disparati.

Ma i guai delle filiali di Gallipoli non finiscono qui: per un secondo mutuo ipotecario stavolta di 150mila euro e della durata di 15 anni fu applicato un tasso di mora del 7,6 per cento invece che del 5,79 per cento. In questo modo  il debito calcolato sempre nella stessa data di prima ammontava a 115mila e 681 euro invece che di 120mila e 901 euro. 

Nell’inchiesta si fa riferimento anche ad una linea di credito ed un conto anticipi: nel primo caso fu applicato un tasso nominale annuo tra il 9,48 per cento ed il 14,87 per cento. Oltre quello fissato dalla soglia legale, hanno stabilito gli inquirenti. Il debito al 21 aprile del 2010 era di 12mila e 281 euro invece che di 47mila e 812 euro. Per il conto anticipi si parla di un tasso nominale annuo fra il 6,69 per cento ed il 10 per cento; il debito, alla stessa data di prima, era di 55mila euro piuttosto che di 75mila e 549 euro.

Sono cifre da capogiro - continua l'avv. Di Loreto - quelle analizzate da Fondazione Sdl che, analizzando circa 150 mila prodotti bancari, ha rilevato in numerosi casi la presenza di usura oggettiva ai sensi del codice penale.
Con una pre-analisi gratuita che poi si può trasformare in perizia per chi decide di fare valere i propri diritti contro la banca si può andare a individuare eventuali anomalie finanziarie, chiedendo il rispetto dei diritti del cliente e trovando un accordo, non uno scontro, tra la banca e il cliente.
Per recuperare le somme perdute, per cercare di annullare gli impegni contrattuali assunti fraudolentemente, o semplicemente per avere informazioni si può chiedere un parere gratuito a SDL CentroStudi

CONSULENZA GRATUITA



mercoledì 10 gennaio 2018

CONCORRENZA TRA BANCHE: IL CASO DELLA POPOLARE DI VICENZA

Se un istituto di credito inserisce nelle sue comunicazioni periodiche indicazioni e consigli che invitano i sottoscrittori a non partecipare ad aumenti di capitale di un altro istituto, si profila il reato di concorrenza sleale? 


Nella primavera del 2014, quando è in pieno svolgimento il periodo di sottoscrizione di un aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza, una Cassa rurale radicata nel territorio scrive sul bollettino, che fa circolare tra i propri clienti, «PS: largamente sconsigliabile la partecipazione all’aumento di capitale della Popolare Vicenza».



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Ora oggi sappiamo che si trattava dell’aumento di capitale in cui si conta il maggior numero di «prestiti baciati». Si tratta della pratica, che si è scoperto essere in uso presso i due istituti negli anni passati, in base alla quale ai clienti venivano concessi prestiti più generosi o a condizioni più favorevoli, a patto che acquistassero azioni degli stessi. Secondo quanto risulta dalla registrazione dell’audizione del dott. Carmelo Barbagallo (responsabile del dipartimento della Vigilanza) del novembre 2017 alla Commissione presieduta dall’Onorevole Casini, l’Istituto era già a conoscenza delle dette irregolarità di cui all’aumento di capitale, ma ha preferito non divulgare l’informazione al mercato sulla base dell’assunto per cui la «stabilità si tutela anche con la riservatezza».

Il Tribunale di Vicenza ha recentemente depositato le motivazioni della sentenza di assoluzione nei confronti della Cassa rurale, citata in giudizio dalla Popolare di Vicenza. Quando il giudizio denigratorio è fondato non c’è nessuna scorrettezza, a patto che la valutazione sia espressa in modo civile.

lunedì 4 dicembre 2017

BANCA VENETO E VICENZA: CIRCA 190MILA I SOCI CHE SAREBBERO STATI TRUFFATI

VICENZA - Erano circa 800 gli ex soci di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, ad arrivare sabato da tutte le province venete. Erano tutti presenti in massa presso il teatro comunale di Vicenza.  SDL Centrostudi a fianco dei correntisti che hanno perso i risparmi di una vita.

crac Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca

L’incontro è stato organizzato per fare il punto della situazione dopo il voto previsto in Senato sul fondo vittime da reato finanziario e bancario. 

Un appuntamento caratterizzato da forti proteste con l’esposizione di manifesti e slogan. Da rimarcare anche la presenza di rappresentanti delle varie forze politiche locali. In un collegamento video con l’assemblea, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta che ha precisato che «l’approdo in Senato dell’emendamento è un passo importante, ora l’obiettivo è quello che il fondo da 50 milioni venga alimentato».
«È il momento di stare tutti uniti - ha detto Patrizio Miatello, presidente dell’Associazione Ezzelino III da Onara - e lavorare su questa strada che si è finalmente aperta. L’emendamento per il Fondo Vittime da reato finanziario bancario, che dovrà passare questa settimana, ha un valore che va al di là del fondo da 50 milioni che scaturirà dai cosiddetti “conti dormienti”. 

La cifra poteva essere anche di un euro, quello che è importante è che la Commissione inchiesta parlamentare stia mettendo in discussione Banca d’Italia, Consob e altre istituzioni di controllo, questo significa che è stato accertato che i soci delle banche venete, che complessivamente sono circa 190 mila, sono stati realmente truffati».

"Bisogna avere il coraggio di punire banchieri senza scrupolo - spiega l'avvocato di SDL Centrostudi Biagio Riccio - ma anche BANCA D’ITALIA e la CONSOB che dormivano mentre il patrimonio dei risparmiatori italiani veniva mangiato vivo". 

"Dove erano - continua il legale -  la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea quando nella pancia delle due banche, la Veneta e la Popolare di Vicenza, si sono formati montagne di sofferenze ( oltre 9,6 miliardi di euro ) che difficilmente saranno smaltite, con la conseguenza che il relativo buco ovviamente sarà pagato con soldi pubblici?"


Sull'argomento abbiamo anche pubblicato 

BANKITALIA, CONSOB E PM. ALLARMI IGNORATI SU ETRURIA: AVREBBERO EVITATO IL CRAC

BANCA ETRURIA: BOSCHI INDAGATO

Il procuratore che sta indagando sulla vicenda accusato di omissione sul padre della ministra del governo Renzi. 


Procura di Arezzo nella tempesta dopo che è emerso che Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena, è iscritto nel registro degli indagati per la vendita delle obbligazioni subordinate alla clientela retail di Banca Etruria. Il procuratore Roberto Rossi, che viene accusato da diversi componenti della Commissione d'inchiesta sulle banche di aver omesso parte della verità, ha scritto in queste ore una lettera al presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini per smentire di aver nascosto informazioni rilevanti.

Ne parlano oggi fonti di Repubblica, Corriere, Il Sole 24 Ore.


L'OMISSIONE


Come scritto dal Corriere, il procuratore di Arezzo Roberto Rossi rischia di finire nuovamente di fronte al Csm con l’accusa di aver mentito di fronte alla commissione parlamentare riguardo allo stato delle inchieste che conduce su Banca Etruria. Durante la sua audizione di giovedì — quando gli è stato chiesto di parlare della posizione di Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena — ha infatti omesso di rivelare che il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati per falso in prospetto e che su questo le verifiche sono tuttora in corso.

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LA VICENDA


C'è un nuovo fascicolo aperto dalla procura di Arezzo sulla ex Banca Etruria: secondo quanto appreso si tratterebbe di uno spezzone di indagine che riguarda la vendita di obbligazioni considerate rischiose ai clienti retail che non avrebbero avuto il profilo per acquisirle. Nel registro degli indagati ci sarebbero membri del cda della Banca presieduto da Giuseppe Fornasari tra cui, secondo quanto riporta dal quotidiano La Verità, anche Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena, che è stato all'epoca vicepresidente della banca, sebbene senza incarichi operativi. L'apertura del fascicolo sarebbe scaturita dalle sanzioni comminate dalla Consob agli ex amministratori di Banca Etruria nel settembre scorso, per complessivi 2,76 milioni di euro. E riguarda il periodo 2012-2014, incentrato proprio sulle violazioni riscontrare nei prospetti informativi. La procura, sempre secondo quanto appreso, starebbe dunque valutando i profili penali relativi alle norme che puniscono il falso in prospetto e il ricorso abusivo al credito.

Sempre ieri è intervenuto il senatore Andrea Augello, componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, ha annunciato di aver "inoltrato al presidente Casini, preannunciandogliela telefonicamente, una formale richiesta affinché venga accertata l'esistenza di un filone di indagine sulla denuncia della Consob riguardo alle falsificazioni dell'ultimo prospetto per l'emissione di obbligazioni subordinate di Banca Etruria.

Se così fosse - ha affermato Augello - ovviamente sarebbero in questo momento indagati i componenti del cda che deliberarono su quel prospetto, e di tutto ciò il procuratore di Arezzo Roberto Rossi non avrebbe ritenuto di informare la Commissione.

Il presidente Casini dovrà accertare queste circostanze e qualora fossero confermate" il senatore Augello ha già preannunciato la sua volontà di proporre alla Commissione "di trasmettere l'audizione del dottor Rossi al Csm affinché - ha concluso - ne sanzioni il comportamento reticente e omissivo davanti al Parlamento italiano".


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venerdì 24 novembre 2017

Banche sempre meno solide e a rischio. Arriva SDL Centrostudi a difendere i correntisti

Sul Quotidiano online LA PRIMA PAGINA un articolo sul significativo impegno di SDL Centrostudi, società che combatte da alcuni anni in prima linea e a fianco di correntisti, a contrastare gli illeciti della finanza spregiudicata: le sue battaglie legali contro il sistema bancario hanno permesso di restituire nelle tasche degli italiani milioni e milioni di euro indebitamente loro sottratti per usura, anatocismo o illeciti bancari.

L’articolo si può leggere direttamente sul sito della testata La Prima Pagina

Oppure scaricando il PDF

lunedì 25 settembre 2017

SDL CENTROSTUDI SOSTIENE IL "PROGETTO LEGALITÀ"


L'Associazione Bang (cultura della legalità) con SDL Centrostudi, partner dell’iniziativa, organizza il 5 ottobre 2017 alle ore 21.00 a Cernusco Lombardo, in provincia di Lecco, la giornata di studio “La corruzione spuzza". Ne parla anche la testata Finanza e Business.  

Ospiti della serata:

Raffaele Cantone (Presidente dell’Autorità Nazionale AntiCorruzione)

Francesco Caringella (Consigliere di Stato)

Presso il Cine-Teatro San Luigi
Via Lecco, 45. Cernusco Lombardo (LC)


Ad accompagnare gli ospiti vi saranno Piero Calabrò e Roberto Romagnano, co-organizzatori e responsabili del “Progetto Legalità” (www.progettolegalita.com), che dal 2012 si propone l'obiettivo di una riflessione collettiva e partecipata in Lombardia sui temi della corruzione e della presenza mafiosa nell'economia, nella politica e nella società.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti e come di consueto sarà possibile seguire la diretta streaming sulla pagina Facebook @progettolegalitabrianza o il live twitting sul profilo Twitter di Progetto Legalità.

SDL Centrostudi, partner dell’iniziativa, è una società all’avanguardia specializzata nell’analisi delle problematiche attinenti i rapporti con il sistema finanziario e bancario e nella lotta all’anatocismo, di ristrutturazione del debito delle imprese, del sovraindebitamento, dell’esdebitazione e di ogni aspetto del contenzioso tributario, offrendo sostanziali e concrete soluzioni.